Le mamme sanno tutto. Anche no.

Da tempo medito su ciò che sto per scrivere. Non tanto rispetto al contenuto, quanto all’opportunità stessa di scriverlo.

 

 

Immagino che questo post possa inimicarmi un buon numero di persone. Mi dispiacerà, è inutile fingere il contrario, ma sento l’urgenza etica di affrontare questo tema. Nonostante tutto.

 

Ecco allora.

Tutte le mamme sanno sempre cosa sia meglio per i loro figli?

No.

 

E a questo punto forse metà delle persone che ha aperto il post se ne è già pentito e ha cambiato lettura.

A chi è rimasto fiducioso o incuriosito: grazie.

 

Appartengo a numerosi gruppi virtuali di mamme, leggo numerosi post su blog, siti, pagine e profili dedicati alla maternità. Il filo rosso che spesso unisce genitori, blogger e professionisti è una convinzione resa assolutamente esplicita nelle parole: “Una mamma sa sempre cosa è meglio per il suo bambino, perché nessuno conosce tuo figlio meglio di te. Quindi fidati del tuo istinto”.

 

Chi oserebbe mai contraddire una simile affermazione? Non abbiatene a male: io oso.

 

Potrei scrivere pagine e pagine sul tema cedendo al mio modo di scrivere sempre tortuoso e prolisso, ma mi sono ripromessa di essere il più breve possibile perché ci tengo ad essere chiara e a fare in modo che molti arrivino alla fine di questo scritto: quindi procedo per punti (cosa che detesto fare!).

 

Primo.

 

La mia esperienza professionale diretta mi dà la possibilità di affermare che molte mamme invece che sentirsi rinforzate nelle loro competenze da una simile affermazione se ne sentono piuttosto oppresse e svilite.

Leggere e rileggere ovunque che ogni mamma, per il fatto stesso di essere mamma, acquisisca la capacità di decifrare sempre perfettamente i segnali, i bisogni, le emozioni dei propri figli e per questo elaborare il miglior modo possibile per sostenerli e aiutarli in caso di difficoltà può essere molto frustrante. Per chi?

Per una mamma che sta imparando a conoscere il proprio bambino. Per una mamma che si trova spaesata di fronte ad un cambiamento, ad una nuova acquisizione, ad un problema. Per una mamma che, proprio perché profondamente sintonizzata con suo figlio, può reagire ad una difficoltà del bambino sperimentando lei stessa uno stato di difficoltà. Per una mamma che si rende conto di non aver colto un segnale, di essere arrivata tardi alla comprensione di qualcosa che riguarda suo figlio.

 

Per una mamma che sente di non sapere. Alla quale viene detto che le mamme sanno. Sempre. Tutto.

 

 

Secondo.

 

Sempre per la mia diretta esperienza professionale (che peraltro è persino piuttosto breve) mi ha portato a lavorare in situazioni molto (molto, molto) difficili per alcune famiglie. Sono stata accanto per anni a madri che erano in profonda difficoltà non solo ad entrare in relazione con i propri figli, ma anche a prendere delle decisioni per loro nel quotidiano.

Non sto parlando necessariamente di situazioni di psicopatologia o gravissimo degrado sociale. No. Sto parlando (anche) di persone che divenute madri, per mille motivi, sono state sopraffatte dalla situazione e non sono riuscite a prendersi cura dei loro figli in maniera giudicata idonea nemmeno dalla legge.

Erano delle madri che non sapevano cosa fosse meglio per i loro figli. Ma erano le loro mamme.

 

Essere madre non ti rende una persona perfetta.

 

 

Terzo.

 

Ogni giorno ogni persona sbaglia. Ogni giorno ogni madre sbaglia.

Voi psicologi, parrucchieri, idraulici, giornalisti, medici sapete sempre esattamente tutto tutto tutto del vostro lavoro?

Voi mogli, mariti, nonni? Voi donne e uomini? Sapete sempre come comportarvi in ogni circostanza per il solo fatto di essere quello siete? (Se qualcuno sta mentalmente rispondendo di sì può smettere di leggere questo post)

E allora perché mai una mamma, solo per il fatto di essere mamma…. “Una mamma sa sempre cosa è meglio per il suo bambino, perché nessuno conosce tuo figlio meglio di te. Quindi fidati del tuo istinto”?

 

Io vorrei rivendicare il diritto a:

 

Sentirsi completamente impreparate
Non capirci un accidenti di quello che succede
Non essere le uniche depositarie di ogni verità universale verso il proprio figlio
Sbagliare

 

E soprattutto:

Potersi fidare nel chiedere aiuto.

 

Ogni madre ha il diritto di sentire il bisogno di rivolgersi ad un professionista o ad un operatore di qualsiasi tipo. Non perché il professionista sia più competente di quella mamma rispetto al suo bambino e farà piovere a cascata le sue conoscenze sulla povera madre inetta. No! Proprio no.

Piuttosto perché ha competenze diverse. Ha una professionalità. Non è il genitore di quel bambino: ed è proprio questo alle volte che gli permette di aiutare quella famiglia.

Pediatri, psicologi, ostetriche, consulenti, medici non sono il nemico da combattere. Alcuni sono più o meno preparati di altri, alcuni più o meno empatici di altri. Ma una madre ha bisogno di sapere che di fronte ad una difficoltà non deve sapere tutto e risolvere tutto. Ci sono persone che possono aiutare madri, padri, bambini, famiglie.

 

Ultima cosa e poi mi eclisso.

 

Tutto quello che ho detto lascia pensare che io non abbia fiducia nelle competenze intrinseche di ogni madre (persona) ? Non è così.

 

Credo anche io che spesso le madri abbiano più risorse di quelle che credono e che il bambino sia un grande attivatore di queste risorse e competenze. Ma quanto è importante che una madre non venga lasciata sola nella scoperta di quello che può e sa fare? Quanto è importante che una madre, terrorizzata dall’accorgersi di non sapere sempre tutto, piuttosto che dissimulare delle super competenze, sappia che può chiedere aiuto? Infinitamente.

 

Io ho fiducia incondizionata nelle risorse delle madri e dei padri e nel loro umano rendersi conto che essere dei buoni genitori non significa sapere sempre tutto.

 

Valentina Liuzzi